chi siamo

L’Istituto Multireligioso della Misericordia trae le sue origini dai legami unici tra giustizia e misericordia nelle diverse tradizioni spirituali del mondo. È stato creato sulla scia della Dichiarazione di Abu Dhabi. (cfr. l’estratto sulla giustizia e la misericordia per il dialogo)co-firmato nel 2019 da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, poi ratificato dalle principali tradizioni religiose nell’incontro di Astana del 2022.

L’Istituto mette in evidenza la giustizia e la misericordia come due pilastri inseparabili per lo sviluppo della fraternità basata sulla dignità umana.

Come un’oasi, l’Istituto vuole essere un luogo di incontro dove sgorga l’acqua della misericordia, per irrigare la fraternità nel mondo e permettere ai credenti di abbeverarsi a questa fonte.

Firma della Dichiarazione di Abu Dhabi - © Vatican Media

Lo scopo dell’Istituto è :

  • rendere gli attori religiosi, civili, sociali, politici e mediatici più consapevoli e più motivati alla misericordia e alle sue manifestazioni nel mondo;
  • evidenziare le convergenze sulla misericordia tra le diverse religioni e convinzioni, senza ignorare le differenze che costituiscono una vera ricchezza;
  • promuovere i legami tra giustizia, misericordia e dignità umana e la cultura della fraternità, del dialogo e della pace;
  • per riunire credenti di diverse religioni e tradizioni spirituali.
  • proporre le azioni necessarie e utili per la conoscenza, lo studio, la ricerca, la competenza, la consulenza e la formazione in materia di misericordia;
  • realizzare iniziative di solidarietà multireligiosa ed eventi che promuovano il dialogo con persone e strutture non religiose.

Condividere il comune patrimonio spirituale della misericordia tra i credenti e l’intera umanità è fonte di relazioni rinnovate e di conversione secondo il piano di Dio.

“Il mondo sarebbe meno deserto se potessimo riconoscere una vocazione comune, quella di moltiplicare le fonti di misericordia […] e di abbeverarci reciprocamente” (Christian de Chergé, L’invincibile espérance). (Christian de Chergé, L’invincibile espérance).

Per saperne di più

Basi storiche dell'Istituto

La giornata di preghiera indetta da Papa Giovanni Paolo II ad Assisi nel 1986, alla quale furono invitati i rappresentanti di diverse religioni, diede nuovo impulso alle relazioni interreligiose. Nel 2004, e di nuovo nel 2007, i messaggi di Amman, emessi da studiosi e leader religiosi musulmani, hanno fatto eco a questa iniziativa, invitando le autorità delle diverse chiese e confessioni del mondo a “innalzare una Parola comune tra voi e noi”.

Tra questi grandi eventi, e nel periodo successivo, si sono susseguiti incontri fino alla formulazione e all’annuncio della Dichiarazione sulla Fraternità Umana per la Pace e la Coesistenza nel Mondo, nota come Dichiarazione di Abu Dhabi.

Secondo questa Dichiarazione, redatta e promossa nel 2019 da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad al Tayyeb: “Il pluralismo e la diversità religiosa… sono una saggia volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani” e tutti coloro che hanno fede in Dio e in questa Fratellanza dell’Uomo sono chiamati, come tutte le persone di buona volontà, a intraprendere questo cammino di ascolto, conoscenza reciproca e collaborazione. I credenti sono particolarmente invitati a riaffermare i valori comuni delle rispettive tradizioni e a partecipare ad azioni che ne permettano la condivisione, in particolare con le giovani generazioni, ma anche in tutti i luoghi in cui le persone vivono o prendono decisioni.

La Dichiarazione di Abu Dhabi è anche un promemoria urgente e forte del fatto che è grazie alla Sua Misericordia che Dio ha creato il mondo e le creature che lo abitano nella loro dignità.

Congresso di Astana - © Vatican Media

Nel settembre 2022, al Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali ad Astana (Kazakistan), alla presenza di Papa Francesco, questa Dichiarazione è stata approvata da tutti i leader di tutte le altre religioni (ebrei, induisti, buddisti, taoisti e altri leader spirituali).

La misericordia che si manifesta insieme alla giustizia, attraverso la pluralità delle religioni ma anche la loro convergenza, è l’unica cosa che può essere un antidoto alla violenza, al terrorismo e ai tentativi di usarle per fini diversi dai propri, ed essere garante della fratellanza umana.

A tal fine, Papa Francesco, ispirato dall’Anno della Misericordia (Misericordiae vultus, XXIII)), ha stabilito nella stessa Costituzione della Santa Sede l’impegno a lavorare per la Misericordia in una prospettiva multireligiosa e ha indicato i mezzi per la sua attuazione (Costituzione Praedicate Evangelium, 59-60).

L’armonia tra giustizia e misericordia dà vita a incontri e relazioni autentiche tra credenti di religioni diverse. La misericordia apre le porte a profonde relazioni fraterne (cfr. Inaugurazione del Tunnel di Silaturahim e del Museo di San Paolo). Dichiarazione Istiqlal a Giacarta, il 6 settembre 2024).

Oggi, come seguito, Papa Leone XIV ci invita a costruire ponti, a mostrare sinergie, a lavorare insieme e ad abbracciare la diversità come fonte di arricchimento reciproco per una pace duratura.

La portata e l'influenza spirituale multireligiosa dell'Istituto

La misericordia è una realtà spirituale presente in tutte le tradizioni religiose (Celebrare la misericordia con i credenti di altre religioni, Vaticano, 2016). Ogni tradizione la manifesta nelle sue diverse espressioni e forme.
La Misericordia si sviluppa nel mondo, dove ogni creatura ha la stessa dignità e lo stesso bisogno di creare legami.
È quindi opportuno incoraggiare l’espressione della Misericordia, che è all’origine delle varie tradizioni spirituali e religiose e costituisce un luogo e un legame che rendono possibile sia :

  • la sua manifestazione in quanto ci collega a Dio, o alla Realtà Ultima;
  • evidenziando le convergenze che si esprimono in ogni forma religiosa, pur rispettando ciascuna di esse, senza sincretismi, ma con la consapevolezza che le differenze costituiscono una Misericordia di Dio, che ci invita a contemplare e approfondire il suo misterioso disegno;
  • la condivisione di questo patrimonio comune e trasformativo tra gli attori religiosi e verso ogni componente dell’umanità in uno spirito di giustizia, fraternità e pace.

L’Institut Multireligieux de la Miséricorde è pienamente in linea con i principi e i valori sopra menzionati, nonché con le azioni incoraggiate dalla Dichiarazione di Abu Dhabi.

Visioni e obiettivi

La nostra visione

La nostra visione sottolinea l'alternanza di Giustizia e Misericordia, forze complementari che guidano l'umanità verso la riconciliazione e la solidarietà. La giustizia assicura l'equità e la responsabilità, mentre la misericordia trasforma le relazioni attraverso il perdono e la compassione, riflettendo la sacra dignità insita in ogni persona. Attraverso questo progetto, desideriamo facilitare il ruolo delle religioni nel dialogo interreligioso, promuovendo la fratellanza attraverso la testimonianza della misericordia divina. Insieme, immaginiamo un mondo in cui giustizia e misericordia si armonizzino per superare le divisioni, alleviare le sofferenze e ispirare la carità, tracciando un percorso comune verso la pace, la speranza e la realizzazione per tutti.

I nostri obiettivi

L'obiettivo è quello di esprimere, attraverso le rispettive dottrine religiose, la fecondità della Giustizia e della Misericordia in tutte le nostre relazioni. Questa Iniziativa di Misericordia (IoM) offre attività di ricerca, formazione e consulenza, in un formato multireligioso ispirato all'Alto Comitato per la Fraternità Umana e alla Famiglia Abramitica di Abu Dhabi. Un comitato scientifico contribuisce allo sviluppo di questa rete, con l'ambizione di raggiungere le periferie attraverso centri culturali e testimoni multireligiosi della Misericordia in tutto il mondo. "Abbiamo urgentemente bisogno di entrare nella misericordia reciproca. Una "parola comune" di Dio ci invita a farlo. Infatti, è la ricchezza della Sua misericordia che si rivela quando ci apriamo umilmente agli insegnamenti offerti dalla fede dell'altro e, ancor più, al modo in cui la vive. Questo esodo verso l'altro non può distoglierci dalla Terra Promessa se è vero che le nostre strade convergono quando la stessa sete ci attira alla stessa fonte. Possiamo placare la sete dell'altro? Lo sapremo dal sapore dell'acqua. La vera acqua viva è quella che nessuno può far sgorgare o trattenere. Il mondo sarebbe meno deserto se riconoscessimo una vocazione comune: moltiplicare le fonti di misericordia lungo il cammino. E come possiamo dubitare di questa vocazione comune se permettiamo all'Onnipotente di chiamarci a un'unica tavola, la tavola dei peccatori? O voi, Popolo del Libro, veniamo alla nostra vocazione comune. Il tesoro di Dio è un Pane che può essere gustato solo insieme a molti" (Beato Christian de Chergé, Tibhirine, Algeria)

CELEBRARE LA MISERICORDIA TRA CREDENTI DI RELIGIONI DIVERSE

Incontro con l'Alto Comitato per la Fraternità Umana

Documenti ufficiali sulla misericordia tra credenti di diverse religioni

“Celebrare la misericordia con i credenti di altre religioni” – Roma 2016

“Celebrare la misericordia con i credenti di altre religioni” è una raccolta concisa e semplice pubblicata dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

“L’appello dei 138 saggi musulmani o “Una parola comune tra voi e noi” – Amman 2007

La “Lettera aperta e appello dei 138 saggi musulmani” (2007), o “Una parola comune tra noi e voi”, è un appello basato sull’amore per Dio e l’amore per il prossimo, che costituiscono una base comune per le religioni abramitiche.

Dabru Emet” (Un dialogo sincero) – 2002

“Dabru Emet” sottolinea l’amore per Dio e l’amore per il prossimo che sono al centro dell’ebraismo rabbinico.

“Misericordiae Vultus” – Roma 2015

Con questa lettera, il Papa invita tutta la Chiesa cattolica a prepararsi al grande Anno Giubilare della Misericordia (2016). Insiste su “una cultura della misericordia” facilitata dal dialogo interreligioso.

L’articolo 23 ricorda l’importanza della misericordia come legame con le altre religioni, in particolare con l’Ebraismo e l’Islam.

“Dichiarazione di Abu Dhabi – Abu Dhabi 2019

Questa dichiarazione è stata preparata a lungo da Papa Francesco e dallo sceicco Ahmad Al-Tayyeb, Grande Imam dell’Università di Al-Azhar. Sottolinea l’importanza dei due pilastri della giustizia e della misericordia per lo sviluppo della fratellanza umana.

In seguito a questa dichiarazione, è stato creato lo spazio condiviso “Famiglia abramitica”, che comprende tre magnifici luoghi di culto: una sinagoga, una chiesa e una moschea, dove vengono accolti visitatori da tutto il mondo.

“Dichiarazione congiunta Istiqlal – Jakarta 2024

Durante la sua ultima visita apostolica, Papa Francesco ha partecipato all’inaugurazione del tunnel sotterraneo di Silaturahim. comunemente tradotto come “Tunnel dell’Amicizia”, collega la Grande Moschea Istiqlal alla Cattedrale di Giacarta. Questo passaggio simboleggia la profondità delle relazioni autentiche tra le religioni.

In questa occasione, il Grande Imam Nasaruddin Umar e Papa Francesco hanno firmato la Dichiarazione.

“Dichiarazione finale del Dicastero per il Dialogo Interreligioso in occasione del simposio tra buddisti e cristiani” – Bangkok 2023

Il tema del simposio era.Karuṇā e Agape in dialogo per la guarigione di un’umanità e di una terra ferite (Compassione, Misericordia e Amore in dialogo per la guarigione di un’umanità e di una terra ferite).

“Cristiani e indù: costruire la pace nella verità, nella giustizia, nell’amore e nella libertà” – Roma 2023

Questo è un messaggio dei cristiani agli indù per la festa del “Deepavali” del 2023, che li incoraggia a lavorare insieme per costruire una nuova civiltà sui pilastri di Verità, Giustizia, Amore e Libertà.

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